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PERSONALE BRUNO


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Terracina

STORIA

Tra gli aspetti piu’ interessanti, insieme alla bellezza del mare e della costa, che la citta’ e il territorio di Terracina offrono ai viaggiatori, ai turisti, agli stranieri e a tutti coloro che amano visitare e scoprire il fascino dei luoghi in modo intelligente ed attivo, vi sono certamente quelli legati alla ricchezza dei beni storici, artistici e monumentali ed al vasto patrimonio naturalistico, paesaggistico e ambientale posseduto. Essi costituiscono ormai una irrinunciabile ed autentica occasione di conoscenza della citta’, un piacere dei sensi e della memoria ed un godimento dell’anima e della mente.

1° La Storia

Della sua plurimillenaria vicenda storica Terracina ha conservato delle straordinarie testimonianze materiali. Esse sono disseminate all’interno della citta’ e del suo territorio e rappresenta, in modo significativo, i momenti di civilta’ piu’ alti del suo passato: dall’Eta’ Antica a quella Medievale, dall’Eta’ Moderna a quella contemporanea. Attraverso questi complessi monumentali, il visitatore attento potra’ ripercorrere facilmente e con piacere le fasi piu’ importanti della storia locale e godere della loro bellezza e del fascino misterioso che da essi ancora promanno.

2° L'Arte

Notevoli sono le opere e i beni artistici posseduti dalla citta’ di Terracina. Essi illustrano in modo emblemtico, nei diversi campi di espressione (pittura, scultura, architettura ecc.), il grado ed il livello culturale che la societa’ locale ha saputo raggiungere nel corso delle sue maggiori epoche storiche. Il turista interessato potra’ quindi scoprire attraverso i molti itinerari possibili, predisposti dal locale Museo Civico, i diversi e suggestivi aspetti dell’rte antica, le preziosita’ dell’arte medievale e la ricchezza dell’arte moderna e contemporanea.

3° La Natura

Il vasto territorio naturale di Terracina, quello costiero, quello di pianura e, soprattutto, quello collinare dei Monti Musoni, conservano ancora molta parte di bellezza paesaggistica, di quella ricchezza ambientale e di quella suggestione mitica che gli autori antichi e moderni hanno saputo trasmetterci con le loro opere. Luoghi notevoli che il viaggiatore ed il turista interessato a questi aspetti possono visitare attraverso itinerari appositamente predisposti, come sono quelli, ad esempio, dei monumenti naturali di Campo Soriano e di Monte S.Angelo, di Monte Leano e di S.Stefano.

4° Le Tradizioni

Il ricco patrimonio delle tradizioni popolari di Terracina trova espressioni particolarmente significative durante le maggiori festivita’ religiose dell’anno come sono, ad esempio, la Festa del Patrono locale S.Cesareo, quella di S.Silviano e dell’Assunta; oppure quella scenografica della Madonna del Carmelo con la spettacolare processione a mare. All’interno di queste manifestazioni il turista interessato potra’ ritrovare gli aspetti piu’ caratteristici del costume locale e i prodotti piu’ tipici della tradizione enogastronomia terracinese: dai vini locali (il Moscato, il Cesanese e l’Aleatico) ai piatti tipici della tradizione contadina e marinara


PARCO DELLA RIMEMBRANZA


Itinerario di visite nel primo parco cittadino
Questo fu il primo, e per molti anni anche l’unico parco cittadino. Nacque tra citta’ antica e nuova, sull’esempio dtanti parchi omonimi sorti in altre cittper ricordare i caduti della prima guerra mondiale. L’area prescelta si trova in forte declivio, tra Via San Francesco Nuovo e la seconda acropoli della citta’ antica, poi convento francescano, poi ancora civico ospedale ed ora centro per disabili mentali. Un scalinata monumentale da accesso al giardino limitato solo ad un paio di ettari. Tuttavia il forte declivio consente ai sentieri di snodarsi tra la lussureggiante vegetazione per circe due chilometri. Pericolo di crolli, lunghi lavori di manutenzione, scarsa sensibilita’ delle passate amministrazioni, se da una parte hanno sottratto per quasi trenta anni l’area alla pubblica fruizione, dall’altra non hanno potuto impedire alla natura di fare il suo corso: le complesse relazioni vegetazionali hanno continuato a sviluppare le loro interattive dinamiche. Oggi una convenzione tra Comune e WWF consente l’accesso a visite guidate di circa due ore. L’impostazione generale del giardino risale agli anni venti. Primo curatore ne fu Angelo Cpponi, assessore ai lavori pubblici, e poi chiamato dal Podesta’ alla gestione del verde cittadino. Alla flora autoctona furono affiancate specie esotiche, molte delle quali perfettamente adeguate. Nota dominante del parco sono i cipressi; ai piedi di ognuno di essi fu collocata una pietra sottratta al basolato dell’Antica Appia con l’iscrizione a lettere di piombo del nome del caduto di guerra. Subito dopo la seconda guerra mondiale, torme di ragazzini alla ricerca di metalli svelsero quelle lettere, cancellando nomi e memoria. Una sola lapide, reca ancora il nome di (Francesco Di Donna), perche’ fu inciso direttamente sulla pietra. Durante gli interminabili lavori di manutenzione statica, molte pietre pericolanti furono rimosse dai declivi e riutilizzate a parziale pavimentazione di una terrazza del parco. E’ stato cosi’ ricomposto un tratto di fuorviante basolato di "strada romana" che, comunque, qui non passava. Il parco si raccomanda al visitatore per quattro aspetti notevoli: paesaggistico, archeologico, botanico e…sentimentale.


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