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PERSONALE BRUNO


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Terracina Storia moderna

STORIA


L'età moderna

La fase moderna del Centro Storico alto costituisce un riferimento importante per comprendere l'ultima significativa trasformazione urbana di Terracina. Le Costituzioni Egidiane (1357) aprono tale periodo avviando il processo attraverso il quale, accanto al declino dell'esperienza comunale, si affermerà una nuova organizzazione politico-amministrativa dello Stato Pontificio che si conserverà fino al 1870. Durante il '400 l'ancora incerta presenza dello Stato, le mire espansionistiche dei re di Napoli e il conseguente sviluppo delle lotte intestine tra nobiltà, borghesia e popolo provocarono la decadenza della città, ponendo cosi' fine al Medio Evo. Nel '500 questa tendenza si accentuò: alla perdita progressiva dell'autonomia comunale, determinata anche dal continuo intervento dell'autorità centrale per in conflitti interni e i frequenti abusi, si aggiunsero molti problemi derivati dai saccheggi dai pirati barbareschi lungo le coste tirreniche e, soprattutto, il flagello dell'infezione malarica, che dal 1520 circa falcidiò con falsi alterne la popolazione, provocando un vero collasso demografico nella comunità terracinese. Tuttavia è proprio adesso che si registrarono le prime concrete testimonianze della trasformazione, in senso moderno, della struttura urbana ad opera delle nuove famiglie (i Savio, i Garzonio, i Goffredi, i de Taxis, i de Romains, i Gavotti ecc.) che non solo acquistano e restaurano le antiche domus medievali, modificandole nel tipo del palazzo rinascimentale, ma ne costruiscono ex novo delle altre. Sin dai primi decenni del '600l'impegno dello Stato Pontificio verso il ripopolamento, attuato richiamato famiglie dei paesi vicini attraverso la distribuzione gratuita di terre e le esenzioni fiscali, favori' una lenta ma continua ripresa, i cui riflessi maggiori si trovano, oltre che nell'edilizia civile, sopratutto in quella religiosa. Vanno almeno ricordati in tal senso la ricostruzione della chiesa di S. Giovanni (gia' di S.Lorenzo), l'erezione della cappella di S. Domitilla per volonta' del vescovo Pomponio de Magitris (1608-1614), il rifacimento della chiesa della Madonna delle Grazie e del Vescovado ad opera del vescovo Cesare Ventimiglia (1615 - 1645). Con il '700 si assiste alla completa rinascita della città e alla sua ultima trasformazione, completata nel corso dell'800, che ha dato l'attuale fisionomia. Se nella prima metà del secolo continua la crescita urbana con la realizzazione di alcune grandi fabbriche, tra cui il Palazzo Vitelli e il Palazzo de Vecchis, è tuttavia nella seconda metà che si riscontra una svolta decisiva, quando Terracina diviene il centro politico, amministrativo e tecnico della grande bonifica delle Paludi Pontine voluta da Pio VI. La città alta, completamente smilitarizza mediante la modifica dell'antica funzione di piazzaforte, venne resa residenziale anche nelle strutture fortificate e fu collegata con la pianura abbattendo le due porte principali e parte del circuito muratorio tardo-antico posto a sud. In campo religioso e civile, oltre ad alcuni notevoli edifici privati, spiccano particolarmente la Cattedrale e il Vescovato. Il Palazzo Braschi e quello della Bonificazione Pontina, la chiesa del Purgatorio e il Palazzo dei Forni, Porta Romana e Palazzo Risoldi, Palazzo Cardinali e le Case Angeletti.

RAMPA BRASCHI :


  • Questa salita, detta "La Volta" (oggi Via Posterula) fu completata nel 1792 e venne realizzata per volontà di Pio VI allo scopo di riunire il Palazzo Braschi, allora in costruzione, alla nuova Strada Pia (via Roma); con essa si creò pertanto il principale collegamento fra la città antica ed il borgo Pio. Su un tornante della rampa è visibile una torre, in origine appartenuta al trattamento della cinta muraria tardo-antica che si dirigeva verso la città bassa, poi fatto abbattere da Pio VI per la costruzione della salita.


PALAZZO BRASCHI :


  • Significativo esempio di architettura neoclassica, l'edificio venne costruito fra il 1787 e il 1795 su ordine di Luigi Ornesti Braschi, nipote di Pio VI, e su probabile progetto dell'architetto Cosimo Morelli quale residenza privata del Papa. Inglobò a sinistra, il palazzo de Taxis e, a destra , i resti della chiesa medioevale di S. Maria in Posterula; venne inoltre funzionalmente collegato mediante la Rampa Braschi, a nord con la città antica e a sud con l'Appia e la città nuova.


PALAZZO DI VIA GREGGI :


  • Importante esempio di ristrutturazione settecentesca di diverse abitazioni medievali che, accorpate, sono state ricondotte ad unità edilizia ed architettonica. Significativo appare, accanto alla riqualificazione dei prospetti a sud e ad ovest dell'edificio per mezzo di finestre e di accessi riquadranti in travertino, pianta funzionale del piccolo cortile con portale d'ingresso collegato alla scala esterna e alla Via Greggi.


PALAZZO GREGGI :


  • L'edificio attuale, pur riadattato dalla famiglia Greggi alla fine del '700 con una profonda ristrutturazione, conserva resti notevoli delle preesistenze romane e medioevali: le prime sono sostituite dalle strutture di una domus del II sec. d.C. , le seconde dagli alzati e dal loggiato a mensole del prospetto principale, probabile residuo di un profferlo. Dell'edificio moderno appaiono notevoli il grande corpo scala e il piccolo cortile con pregevole portale d'accesso.


PALAZZO DI VIA S. EUSEBIO :


  • Realizzato probabilmente tra prima e la seconda metà del '700 nell'ambito di un intervento di ristrutturazione che interessò l'intero tratto delle mura poste a sud di Porta Maggio, l'edificio ha inglobato una parte cospicua del camminamento tardo-antico e alcune strutture medioevali. Notevoli il grande portale d'ingresso, di stile tardo-barocco e con stemma araldico scolpito sulla chiave, e l'androne con volte a vela su perducci ed ampia scala.


CASA ANGELETTI :


  • Costruito nel 1764 dalla "Proprietà Angeletti" , come riporta un' iscrizione posta sul portale d'ingresso, l'edificio costituisce un notevole esempio di edilizia residenziale privata d'affitto destinata al ceto medio, secondo un preciso programma immobiliare che negli stessi anni coinvolse altri edifici, contraddistinti da iscrizioni simili. La ristrutturazione inglobò i resti di una domus romana imperiale, un ampio tratto delle mura tardo-antiche e alcune abitazioni medievali.


PALAZZO DEI FORNI :


La "Nuova fabbrica dei Forni", costruita nel 1785 dal Municipio di Terracina di fronte alla chiesa del Purgatorio su probabile progetto dell'ingegnere Giuseppe Fabri, riutilizzò le strutture di un granaio, a sua volta edificato sui resti di un grande edificio di età siliana (inizi I sec. a.C.). L'importante portata d'ingresso, sormontato da un timpano triangolare spezzato con stemma araldico, contiene, sopra l'architrave, una bella lapide iscritta in onore di Pio VI.


PALAZZO VITELLI :


  • L'edificio venne fatto costruire nella prima metà del '700 dalla famiglia Vitelli, originaria di Patriarca, nel Borgo di Cipollata ed eretto in una posizione dominante rispetto alla Via Appia e alla Porta di S. Gregorio, poi alla Porta Romana: esso riveste dunque un valore tipologico urbanistico. Fu residenza papale a partire dal 1780 - come ricorda una lapide murata nella facciata ovest - fino al completamento di Palazzo Braschi.


CHIESA DEL PURGATORIO :


  • Costruita tra la metà del '700 e il 1787 sui resti della chiesa medievale di S.Nicola, costituisce non solo l'unico esempio di architettura religiosa tardo-barocca della città, ma anche l'unica chiesa a pianta centrale e dotata di segrato. Nell'edificio, di singolare valore tipologico e urbanistico, sono notevoli la grande facciata con timpano a linee ondulate e decorazioni in stucco, la copertura a cupola e il piccolo campanile a pagodina


PALAZZO DI NICOLA SAVIO :


  • Primo esempio noto in città di casa rinascimentale, particolarmente importante per la scomparsa di altri edifici coevi. Costruita dal notaio Nicola Savio nel 1536 (come ricorda l'iscrizione sull'architrave del portale d'ingresso, in travertino come la finestra riquadrata e con l'iscrizione del primo piano), la casa di Via S. Rufina è addossata alle mura tardo-anctiche, nei pressi dell'attuale Vicolo del Forno, corrispondente ad un antico passaggio per l'esterno.


PALAZZO DI CORSO A. GARIBELDI :


  • L'edificio, in posizione di pregio sul vecchio tracciato dell'Appia è una probabile ristrutturazione rinascimentale di una domus medievale, ulteriormente riadattata durante l'800 nell'accesso, nei livelli superiori e nella copertura. Del palazzo rinascimentale restano alcuni notevoli elementi del prospetto principale, il grande portale in travertino con arco a tutto sesto a alla finestra riquadrata, anch'essa in travertino, del piano nobile.


PALAZZO DI RISOLDI :


  • Cosi' denominato da una delle maggiori famiglie terracinesi che ne ebbe la proprietà fra la seconda metà dell'800 e i primi decenni del '900 l'edificio è il risultato della stratificazione di srutture romane e tardo-antiche, dei resti della chiesa dei SS. Quattro incoronati (di cui resta l'abside nel retro dell'edificio) e di alcune domus medievali. Il grande portale, centinato, bugnato e con iscrizioni varie, appartiene probabilmente alla ristrutturazione della seconda metà del '700.


LA CATTEDRALE :


  • L'intervento di ristrutturazione moderna sulla Cattedrale, avviato nei primi anni del '700, durò con fasi alterne per quasi tutto il secolo ed in parte anche in quello successivo. Notevole fu la trasformazione attuata : venne completamente rinnovata la copertura, sostituendo tetto a capriate lignee del Medio Evo con vole a botte in muratura nelle tre navate, furono rifatti il baldacchino dell'altare maggiore, il coro e i capitelli delle colonne e vennero risistemati il portico esterno e le cappelle delle navate laterali.


PALAZO DEL VESCOVADO :


  • Il primo intervento moderno, oltre ai resti della fase romanico-gotica, risale al vescovo Cesare Ventimiglia (1615-1645). La seconda ristrutturazione avvenne a partire dal 1786 sotto Pio VI, che realizzò anche un collegameto con Palazzo Braschi. Di particolare rilievo è il portale d'ingresso, che qualifica in senso neoclassico la facciata del palazzo, per il resto alterata dopo l'ultima guerra.


PALAZZO DI VIA MURA DI S. PAOLA :


  • Costituisce un significativo esempio di grande ristrutturazione settecentesca di un'intera corte medievale con le sue domus. Trasformate in un organismo architettonico unitario e omogeneo, come dimostra la qualificazione dei prospetti a nord, sud e ovest (il lato est è unito al Palazzo della Bonificazione). L'accesso alla vecchia corte, divenuta il cortile del palazzo, è segnato da un grande portale centinato con lo stemma araldico nella chiave.


CASA D'AFFITTO :


  • Il grande edificio, posto sul ripido tornante di via S. Francesco nei pressi dell'antica posterula di via della Rota, fu costruito verso la fine del '700 per necessità residenziali dovute alla crescita demografica determinata dai lavori di bonifica di Pio VI. Esso costituisce un importante esempio di edilizia popolare realizzata con interventi privati e in economia, come dimostra la muratura dei quattro piani completamente priva d'intonaco.


PALAZZO DELLA BONIFICAZIONE PONTINA :


  • Sede degli uffici amministrativi della Bonificazione Pontina, fu eretto fra il 1780 e il 1785 sui resti della basilica forense romana, in parte visibili lungo la salita dell'Annunziata. Notevole esempio di edilizia pubblica del periodo, sebbene abbia assunto la sua forma attuale alla metà circa dell'800 inglobando Palazzo de Vecchis, il palazzo possiede due ingressi indipendenti, il minore sulla Salita dell'Annunziata e il maggiore, distinto da un grande portale architravato, su Piazza S. Domitilla.




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